Nella bozza dell’ARAN del nuovo CCNL per il pubblico impiego sono previsti aumenti stipendiali. La finalità è quella di remunerare al fine il maggior grado di competenza professionale acquisito dai dipendenti pubblici nell’espletamento delle proprie funzioni.
Tuttavia, per i Sindacati l’incremento dello stipendio dei dipendenti pubblici è ritenuto troppo basso.
Oltre agli aumenti salariali i dipendenti pubblici chiedono
“di non vedersi sottratte dalla busta paga somme già erogate in questo momento”,
come chiarito dagli stessi Sindacati Cgil, Cisl e Uil.
Aumenti stipendi pubblico impiego e rinnovo CCNL: ogni 3 anni prevista progressione economica
Da mesi il Governo sta lavorando sul rinnovo del CCNL dei dipendenti del pubblico impiego. Fonti riferiscono che per il pubblico impiego potrebbero giungere degli aumenti a tre cifre, in base al ruolo e alla mansione svolta all’interno dell’ente pubblico presso il quale lavorano.
Gli incrementi salariali saranno funzione dei meriti lavorativi, valutati dalla classe dirigenziale. L’Esecutivo Draghi dovrebbe prevedere delle vere e proprie “pagelle di merito” dei dipendenti. La valutazione triennale da parte del Dirigente comporterebbe un incremento dello stipendio e concorrerebbe allo scatto successivo.
Aumenti stipendi pubblico impiego: si mira a ridurre i divari salariali
I dipendenti del pubblico impiego neoassunti avrebbero tutti lo stesso stipendio. Lo step al livello superiore comporterà una differenza dello stipendio, misurata sulla base della capacità lavorativa dei dipendenti e dell’esperienza dimostrata.
Il Governo Draghi sarebbe indirizzato verso l’abolizione del vincolo sui fondi per le progressioni di carriera. L’obiettivo è quello di ridurre i divari di stipendio.
Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, come previsto nel triennio 2022-2024, vengono stanziati 310 milioni di euro per l’anno 2022 e 500 milioni a decorrere dal 2023.
Pubblico impiego: a quanto ammontano gli aumenti degli stipendi?
Il differenziale salariale nella terza area di Ministeri, enti pubblici non economici e agenzie fiscali potrà arrivare fino a 1.518 euro lordi all’anno.
Nella seconda area di Ministeri, enti pubblici non economici e agenzie fiscali l’incremento salariale potrà arrivare a 840 euro.
Nella prima area di Ministeri, enti pubblici non economici e agenzie fiscali l’aumento salariale potrà arrivare fino a quattrocentosessanta euro.
Per le “progressioni economiche orizzontali” si prevedono incrementi tra 281 e 460 euro per gli operatori, tra i 616 e gli 840 euro per gli assistenti e tra i 1.247 euro e 1.518 euro per i funzionari.